Con l'esplodere del fenomeno "Twilight" l'attenzione di milioni di ragazze è concentrata sulla creatrice della saga, la scrittrice Stephenie Meyer, che ha appena presentato il quarto e ultimo libro della saga, "Breaking Dawn". Curiose di saperne di più su di lei e sui suoi libri?
Chi è Stephenie Meyer
Stephenie Meyer è originaria del Connecticut, ma vive in Arizona da quando aveva 4 anni.
Oggi ha 35 anni, è felicemente sposata da undici anni con Pancho (il cui vero nome è Christian). Una volta cresciuti si sono innamorati e sposati ed oggi hanno tre figli: Gabe, di otto anni, Seth, di cinque, e Eli, di tre. La cosa più romantica è che si sono conosciuti in chiesa da bambini: proprio un amore da favola... o da romanzo!
Il nome insolito della scrittrice (Stephenie, non Stephanie) deriva dal nome di suo padre, Stephen, a cui sono state aggiungente le due lettere “ie” per trasformarlo in un nome femminile.
Curiosità su Twilight
Stephenie ha scritto il romanzo "Twilight" in seguito ad un sogno fatto il 2 giugno 2003, da cui ha tratto ispirazione nello scrivere la trama. La trascrizione del sogno è ora il capitolo 13 del libro!
I suoi romanzi, incentrati sull’amore tra una normale ragazza americana, Isabella Swan ed il vampiro dall'aspetto di un teen-ager, Edward Cullen, sono ambientati nella piccola cittadina di Forks (Washington). Grazie ai libri della Meyer, la città di Forks ha ricevuto un’insolita attenzione ed è già diventata una meta obbligata per tutti i fans dei romanzi della Meyer.
Finora Stephenie Meyer ha scritto quattro splendidi romanzi: Twilight, New Moon, Eclipse e Breaking Dawn. Il seguito di Twilight, intitolato "New Moon", è uscito in Italia il 27 aprile 2007. Il quarto e ultimo libro della saga, "Breaking Dawn" in Italia uscirà il 30 ottobre 2008, in contemporanea con il film "Twilight".


Volete la verità ?! io credo in Robsten
Edward: ma che cosa devo fare con te?
la prima volta che ti bacio, mi assali, la seconda, mi svieni tra le braccia !!
E se io non fossi il supereroe? Se io fossi il cattivo ?
A quel punto sentii la sua bocca sulla mia e mi arresi. E non perché fosse mille volte più forte di me. La mia volontà si sbriciolò nell'istante preciso del contatto. Il bacio non fu affatto prudente come quelli che ricordavo, ma andava benissimo così. Se proprio dovevo perdere un altro brandello di me stessa, meglio esagerare.
Perciò restituii il bacio, mentre il cuore scandiva un ritmo spezzato e disordinato, il respiro si trasformava in affanno e le dita cercavano ingorde il suo viso. Sentivo il suo corpo marmoreo aderire al mio ed ero felice che non mi avesse ascoltata: non c'era dolore al mondo per cui valesse la pena di rinunciare a quell'istante. Le nostre mani riprendevano confidenza con il viso dell'altro e, nei brevi istanti in cui le labbra si separavano, lui sussurrava il mio nome...
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Continua...